Collaborazione europea con

Mercoledì, 25 Gennaio 2017 13:26

La Commissione ritiene ricevibile la petizione proposta da DECIBA e ritiene di sottoporre al Parlamento Europeo la questione.

 

Ill.mo
Presidente della Commissione per le petizioni
European Parliament
B-1047 BRUSSELS


Con la presente petizione l’Associazione D.E.C.I.BA (dipartimento europeo controllo illeciti bancari), con sede in Italia, 43121 Parma, Viale Barilla n. 21, richiede l’apertura di un’indagine da parte delle istituzioni comunitarie in merito a:
conflitto di interesse esistente tra le Banche Italiane e l’attività di vigilanza e controllo che sulle stesso dovrebbe essere effettuato dalla Banca d’Italia S.p.a.:
responsabilità di CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), per i danni subiti dai risparmiatori a seguito della revoca della decisione di inserire nei prospetti informativi dei prodotti finanziari volti a raccogliere il pubblico risparmio, degli “Scenari probabilistici di rischio”.

Con riferimento al punto 1)
Nella Repubblica Italiana, sono stati affidati a Banca d’Italia S.p.a. compiti di vigilanza e controllo sull’attività delle banche e degli intermediari finanziari, sovraintendendo al rispetto della legislazione in materia (D.Lgs n. 385 del 1° settembre 1993, meglio noto come TUB “Testo Unico Bancario”), con il potere di emanare norme per la tutela dei clienti nei loro rapporti con gli intermediari bancari e finanziari.
Banca d’Italia Spa e una società per azioni, che al 30 aprile 2016 annovera tra i propri soci n. 101 banche e compagnie di assicurazione (tutti soggetti che dovrebbero essere vigilati dalla stessa Banca d’Italia Spa); tra cui spiccano le partecipazioni di Unicredit S.p.a e Intesa San Paolo S.p.a. per un totale pari a circa il 42 % dell’intero capitale sociale.
Da quanto appena esposto emerge un lampante conflitto d’interesse; infatti, appare paradossale che il soggetto proposto in Italia al controllo ed alla vigilanza (con poteri sanzionatori) delle banche e degli operatori finanziari, sia composto esclusivamente dai soggetti che dovrebbe controllare e vigilare; circostanza che potrebbe pregiudicare l’imparzialità che la stessa Banca d’Italia è chiamata a garantire.
Rilevato che è la Banca d’Italia a stabilire trimestralmente il “tasso d’usura” (tasso oltre il quale gli interessi richiesti da banche ed intermediari finanziari sono da considerarsi usurai), e che detta determinazione avviene assumendo informazioni direttamene dalle banche, appare evidente che le banche (tutte socie di Banca d’Italia Spa), determinano di fatto il tasso d’usura che verrà indicato da Banca d’Italia Spa.
In conclusione, oltre a rimarcare ulteriormente il carattere di torbidità che avvolge quanto sin ora riportato (conflitto di interesse in primis), desideriamo rivolgere un vibrante appello a chi di competenza perché siano avviati i controlli di rito riguardanti le modalità di determinazione dei tassi d’interesse e dei tassi soglia usura, auspicando un netto intervento chiarificatore volto ad escludere le banche medesime dal processo di definizione del predetto “tasso d’usura”.

Con riferimento al punto 2)
Nella Repubblica Italiana la CONSOB è chiamata, tra l’altro, a svolgere le seguenti attività:
regolamentare la prestazione dei servizi e delle attività di investimento da parte degli intermediari, gli obblighi informativi delle società quotate nei mercati regolamentati e le operazioni di appello al pubblico risparmio;
autorizzare i prospetti relativi ad offerte pubbliche di vendita e i documenti d'offerta concernenti offerte pubbliche di acquisto, l'esercizio dei mercati regolamentati, le iscrizioni agli Albi delle imprese di investimento;
vigilare sulle società di gestione dei mercati e sulla trasparenza e l'ordinato svolgimento delle negoziazioni nonché sulla trasparenza e la correttezza dei comportamenti degli intermediari e dei promotori finanziari;
Con comunicazione CONSOB , fine di tutelare i risparmiatori e renderli coscienti della rischiosità dei loro investimenti (oltre allo scopo di allinearsi alle riflessioni in corso presso i competenti organi comunitari), stabiliva che: “… per illustrare il profilo di rischio di strutture complesse, è utile che l’intermediario produca al cliente anche le risultanze di analisi di scenario di rendimenti da condursi mediate simulazioni effettuate secondo metodologie oggettive (ossia rispettose del principio di neutralità al rischio)”. (pag. 7, paragrafo 1.5, comunicazione CONSOB n. 9019104 del 2 marzo 2009). (all. 1)
La stessa CONSOB, con nota informativa n. 11038690 del 3 maggio 2011, disponeva la disapplicazione della disposizione che prevedeva la comunicazione ai risparmiatori degli “scenari probabilistici di rischio”, facendo venir meno la possibilità di comprendere i rischi connessi agli investimenti finanziari proposti dalle banche. (all. 2)
Agendo come sopra, migliaia di risparmiatori italiani sono stati indotti ad acquistare titoli (prevalentemente obbligazioni), destinati a non essere rimborsati, emesse da banche in grave difficoltà economia.
I danni subiti dai risparmiatori italiani che hanno sottoscritto titoli di debito emessi da banche, i cui prospetti informativi non contenevano l’indicazione degli “scenari probabilistici di rischio” (stante il divieto CONSOB di inserire tale dato), ammontano a diversi miliardi di euro.

SI CHIEDE
Che la Commissione per le petizioni del Parlamento Europeo attivi i competenti organi delle istituzioni europee, affinché:
venga verificato e sanzionato, il conflitto d’interessi che vede la Banca d’Italia Spa composta interamente da soci che al contempo sono destinatari delle verifiche che la predetta Banca d’Italia dovrebbe operare;
venga verificato, sanzionato, il comportamento di CONSOB che ha revocato l’obbligo di inserire nei prospetti informativi destinati ai risparmiatori degli “scenari probabilistici di rischio”.
Si allegano i seguenti documenti:
1) comunicazione CONSOB n. 9019104 del 2 marzo 2009;
2) nota informativa CONSOB n. 11038690 del 3 maggio 2011.
Per eventuali comunicazioni si fornisce il seguente recapito:
D.E.C.I.BA – Italia, Parma (43121), Via Barilla n. 21
Tel: +39-0521-241417
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Chairman of the Committee on Petitions European Parliament B-1047 BRUSSELS

 

The undersigned hereby petition signatories, all members of the Association D.E.C.I.BA (European Banking Department illicit control), established in Italy, 43121 Parma, Via Barilla # 21, require the initiation of an investigation by the Community institutions regarding:

1)conflicts of interest existing between Italian banks and supervision and control that the same should be done by the Bank of Italy S.p.a. :

2) responsibility of CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), for damages suffered by savers following the revocation of the decision to include in the prospectus of financial products designed to collect public savings, of "probabilistic risk Scenarios".

 With reference to point 1)

In the Republic of Italy, have been entrusted to the Bank of Italy S.p.a. tasks of supervision and control on the activity of banks and financial intermediaries, supervising the observance of legislation (Legislative Decree 385 of 1 September 1993, better known as TUB "banking law"), with the power to issue rules for client protection in their dealings with banks and financial intermediaries. Bank of Italy Spa and a joint stock company, which counts among its members at the April 30, 2016 n. 101 banks and insurance companies (all subjects which should be supervised by the same bank of Italy Spa); including the shares of Unicredit s.p.a and Intesa San Paolo S.p.a. for a total of about 42% of the share capital. From what has just been exposed emerges a glaring conflict of interest; in fact, it seems paradoxical that the subject proposed in Italy the auditing and supervision (with sanctioning powers) of banks and financial service providers, both composed exclusively by individuals who should control and monitor; circumstance that could affect impartiality that the Bank of Italy is called upon to guarantee. Determined that the Bank of Italy to establish quarterly "wear rate (rate at which the interest demanded by banks and financial intermediaries are usurers), and that this determination takes place taking information directly by banks, it is clear that banks (all members of the Bank of Italy Spa), determines the rate of wear and tear that will be indicated by the Bank of Italy Spa. In conclusion in addition to further emphasize the character of turbidity that surrounds how following (conflict of interest), we wish to extend a clarion call to the designated person because the checks are started Rite concerning procedures for determining threshold wear rates and interest rates, hoping a clear intervention clarifier aimed at excluding those banks from the process of definition of the aforementioned "wear rate".

With reference to point 2)

 In Italian Republic CONSOB is called, among other things, to perform the following tasks:

regulate the provision of services and investment activities by intermediaries, the disclosure requirements of the companies quoted on the regulated markets and operations of public saving;

authorize prospectuses for public offerings and offering documents relating to takeover bids, the operation of regulated markets, the inscriptions on GME's investment firms;

monitor the market management companies and on transparency and orderly trading as well as the transparency and fairness of the conduct of intermediaries and financial advisors;

With CONSOB communication, to protect investors and make them aware of the risks of their investments (over in order to align itself with the competent bodies at the ongoing reflections), stated that: "... to demonstrate the risk profile of complex structures, it is useful that the agent produces the customer also the results of analysis of returns to be conveyed through simulations performed according to objective methodologies (i.e. respectful of the principle of neutrality at risk)". (page 7, paragraph 1.5, CONSOB communication No. 9019104 of March 2, 2009). (annex 1)

The same CONSOB, with briefing note n° 11038690 of May 3, 2011, available to the non-application of the provision which envisaged communication to savers of "probabilistic scenarios of risk" by failing to understand the risks associated with investments offered by banks. (annex 2)

Acting as above, thousands of Italian savers were induced to purchase securities (mainly bonds), not intended to be reimbursed, issued by banks in serious trouble economy.

The damage suffered by Italian savers who have signed debt issued by banks, whose prospectus contained no indication of "probabilistic scenarios of risk" (given the CONSOB put that ban given), amount to several billion euros. 

WE ASK

    The Committee on Petitions of the European Parliament the European institutions so that bodies:

check and sanction, the conflict of interest involving Bank of Italy Spa composed entirely of members who are recipients of the checks that that the Bank of Italy should operate;

2) check, sanction, CONSOB's behavior that has revoked the obligation to include in the prospectus for the depositors of "probabilistic risk scenarios". 

We enclose the following documents:1) Consob communication n. 9019104, 2 march 2009;2) Consob note n. 11038690, 3 may 2011;

For any communications you provide the following address: D. E.C.I.BA – Italy, Parma (43121), Via Barilla n. 21

Sabato, 14 Gennaio 2017 09:25

GRANDIOSA INIZIATIVA DELL'ASSOCIAZIONE D.E.C.I.BA - PRIMA IN ITALIA

L’Associazione D.E.C.I.BA per prima in Italia, darà la possibilità di far causa alla banca gratuitamente per la nota manipolazione dell’EURIBR che ha coinvolto milioni di italiani nel periodo che va dal 2005 al 2008. Questo è quanto annunciato dal Direttivo dell’Associazione per mezzo del Presidente Gaetano Vilnò che ha confermato la realizzazione di un sogno, con non poche difficoltà, ma questo è solo il primo passo che D.E.C.I.BA vuole porre in essere, "dare la possibilità alle persone comuni di far valere i propri diritti perchè truffati, quindi poter fare causa alla banca per dare un segno tangibile sulla volontà di giustizia e legalità contro la truffa che le banche hanno perpetrato”.

 

 

La sanzione di 1,7 mld di euro inflitta dalla Commissione Europea al cartello bancario che ha manipolato l’Euribor ha un effetto diretto nei confronti delle banche multate, ma indiretto sulla legittimità del tasso Euribor che risulta indelebilmente marchiato e del tutto inattendibile, offrendo così il diritto ai cittadini europei che si trovano a stipulare contratti con riferimento un indice illecito, l’Euribor, formatosi in aperta violazione delle norme di ordine pubblico ed economico dunque a stipulare contratti invalidi, dalla palese nullità.

 

 

L’Associazione D.E.C.I.BA, seppur senza finanziatori, appoggi politici e alleanze dice il Presidente Gaetano Vilnò, vuole dare la possibilità di far causa gratuitamente alle banche e invita le persone interessate a contattare l’Associazione (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). 

 

 

La pubblicazione della sentenza, seppur con un grave ritardo di 2 anni, offre il diritto al risarcimento alle famiglie italiane che tra il 2005 ed il 2008, gli anni incriminati dalla manipolazione dell’Euribor, avevano contratto mutui a tasso variabile per circa 230 miliardi di euro, i cui interessi legati al tasso Euribor erano superiori a 30 miliardi di euro. I traders stranieri ed italiani che hanno deciso il tasso Euribor con la evidente e riconosciuta manipolazione sanzionata dall’UE, hanno provocato un danno ai sottoscrittori di mutui e derivati ancorati al tasso Euribor, stimato in oltre 3 miliardi di euro a carico di 2,5 milioni di famiglie italiane danneggiate da tale conclamata illegalità, con una media di 1.200 euro di danni pro-capite, i cui contratti di mutuo legati all’Euribor, nel 2008 superò il tasso del 5,3%. 

 

I contratti con euribor manipolato appaiono irrimediabilmente nulli per indeterminatezza relativa al tasso corrispettivo manipolato (applicazione art. 1284 c.c.) e per contrarietà dell’oggetto del contratto all’ordine pubblico ed economico (applicazione combinato disposto artt. 1418 2° comma e 1346 c.c.) ed alla banca va restituita la sola sorte capitale, al netto di ogni spesa e competenza, dilazionata secondo il piano di ammortamento allegato ai contratti”.

 

Giovedì, 28 Luglio 2016 15:06

Secondo gli ultimi dati rilevati sono 396 le aziende che chiudono le proprie saracinesche per usura bancaria ogni giorno ( dati del mese di maggio 2016); per quanto tempo ancora dobbiamo subire i torti di questi usurai?

L'associazione DECIBA sin dalla sua nascita ha avuto l'obbiettivo e l'etica morale di sconfiggere questa stretta morsa di illeciti bancari che ogni giorno affogano il nostro made in italy.

 

L'usura è un problema che l'Italia si porta dietro da molto tempo, negli ultimi anni sono nate tantissime associazioni contro gli illeciti bancari, alcune con lo scopo di truffare i poveri clienti che non solo si vedono rubare soldi dalle banche, ma sono costretti a pagare falsi professionisti che non sono in grado di calcolare neanche un mutuo bancario.

Tramite un'accurata stima, quasi l'ottanta percento dei mutui non sono a norma di legge, questo provoca dei tassi di interesse elevati, rendendo così un insopportabile situazione economica da parte delle aziende italiane e anche dei privati.

 

Secondo le stime di maggio 2016, la situazione più grave si trova in Campania, precisamente nella zona napoletana, pare proprio che le povere imprese meridionali, infatti, rischiano la chiusura dei propri conti correnti bancari.

Il meridione dunque, si vede costretto a fare un passo indietro, dato che l'apertura di credito ormai è destinata a pochi soggetti, e quei poveri imprenditori che non possono accedere ad un credito bancario, fanno ricorso al credito all'interno della famiglia. Un viaggio nel tempo dell'Italia degli anni '50, tutto per colpa degli usurai.

L'usuraio oggi è il professionista con il colletto bianco, che promette l'illegalità degli atti estorsivi.

 

L'associazione DECIBA chiede un'intervento giuridico, che metta per la prima volta in ginocchio gli usurai bancari, non possono sempre farla franca, l'Italia ha bisogno delle imprese di piccola produzione, l'economia italiana è basata proprio sulle pmi, nel nostro sistema giuridico manca una normativa antiusura, che spenga definitivamente questo calvario.

L'innovazione che chiediamo sta prima di tutto in una forma reale di prevenzione del sistema usuraio, poi nel finanziamento di quelle imprese alle quali le banche rifiutano il credito, per restituire loro la dignita' e reimmetterle nel circuito dinamico del mercato. Infine sono necessarie modifiche alla legge bancaria per quanto riguarda le Centrali rischi e le Criff, che diventano delle vere e proprie pistole alla tempia degli imprenditori.

Giovedì, 28 Luglio 2016 14:00

È stato creato da banche e governo per cercare di aiutare il sistema finanziario italiano e ridurre i crediti deteriorati in circolazione (e cosa sono?)

 

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Questa settimana facciamo luce sulla creazione di “Atlante”, un fondo di investimento che avrà due scopi: sostenere gli aumenti di capitale di alcune banche italiane e acquistare crediti deteriorati. La creazione del fondo Atlante è l’ultimo passo di una serie di interventi compiuti dal governo e dagli operatori del settore finanziario per cercare di aiutare il sistema bancario italiano, la cui situazione, piuttosto difficile da anni, si è aggravata negli ultimi mesi.

 

Il fondo Atlante (tecnicamente un “Fondo di investimento alternativo chiuso riservato”) è uno strumento gestito da una società privata, la Quaestio SGR del finanziere Alessandro Penati, ma la sua creazione è stata coordinata con il governo italiano e i principali gruppi finanziari del paese. Al momento la dotazione del fondo, cioè i capitali che potrà investire nei suoi due “compiti”, arriva in gran parte dalle due principali banche italiane, Unicredit e Banca Intesa, che hanno assegnato al fondo ognuna circa un miliardo di euro. Fondazioni bancarie e altri istituti dovrebbero investire circa 500 milioni, mentre altri 500 arriveranno da Cassa Depositi e Prestiti, una struttura formalmente privata ma di fatto completamente controllata dal ministero dell’Economia. In tutto il fondo dovrebbe riuscire a raccogliere tra i 5 e i 6 miliardi.

Il primo problema che il fondo dovrà affrontare è quello degli aumenti di capitale che nei prossimi mesi dovranno compiere due banche che si trovano in difficoltà: la Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Da anni, numerose banche italiane sono “sottocapitalizzate”, cioè hanno troppe poche risorse proprie rispetto ai prestiti e agli altri impegni che hanno erogato – esistono regolamenti internazionali che stabiliscono quanto “capitale proprio” deve avere un banca rispetto al totale dei suoi impegni, in modo da garantirne la stabilità. Per rimediare a questa situazione, le banche possono emettere nuove azioni sul mercato, con un’operazione chiamata “aumento di capitale”. Il problema è che non sempre i mercati trovano molto allettante comprare le azioni delle banche italiane, soprattutto se si trovano in una brutta situazione. Il ruolo del fondo sarà, semplificando, quello di comprare le eventuali azioni che le banche non riusciranno a vedere sopra un certo prezzo.

Un problema altrettanto grave che il fondo cercherà di risolvere è quello dei “non performing loans” (NPL), o crediti deteriorati, cioè i prestiti che le banche hanno difficoltà a riscuotere. In Italia sono quasi il 20 per cento del totale di tutti i crediti erogati, per un valore totale di circa 350 miliardi di euro – contando anche i 150 miliardi di crediti “meno” deteriorati. Le “sofferenze” vere e proprie, cioè gli NPL più deteriorati, sono circa 200 miliardi lordi. Per fronteggiarli, il sistema bancario ha messo da parte risorse per 120 miliardi. Le sofferenze nette, cioè la cifra che il fondo Atlante dovrà contribuire a smaltire, è quindi di 80 miliardi.

A gennaio il governo aveva creato un altro strumento, le “GACS”, che era stato impropriamente soprannominato “bad bank”. Si tratta di una forma di garanzia pubblica che una banca può acquistare per “assicurare” i propri crediti deteriorati e quindi rivenderli sul mercato a un prezzo non troppo svantaggioso. Le GACS non sono ancora entrate in funzione, ma gli esperti concordano sul fatto che avranno un impatto limitato perché soltanto una parte dei crediti deteriorati, quelli ritenuti più “sicuri”, possono essere garantiti con questo strumento.

Atlante avrà una missione più ampia e potrà acquistare anche i crediti deteriorati meno sicuri (le cosiddette tranche “junior”, diverse dalle “senior” che potranno essere garantite dalle GACS). Questo risultato sarà possibile perché i fondi di Atlante saranno in gran parte privati. Il problema, come ha notato il blogger e analista finanziario Mario Seminerio, sembra essere che questi fondi saranno piuttosto limitati rispetto al totale delle sofferenze (gli NPL più deteriorati) in circolo nel sistema italiano: 5-6 miliardi di euro su un totale di sofferenze nette intorno agli 80 miliardi.

Per cercare di aumentare la sua capacità di investire, il fondo prenderà in prestito soldi dal mercato, circa altri 5-6 miliardi. Come ha notato l’analista finanziario Andrea Boda su Pagina99, questo potrebbe avere l’effetto di riparare a un buco creandone uno più grosso. Le operazioni del fondo sono rischiose e si basano su una sorta di scommessa. La speranza è che con l’aiuto del fondo gli aumenti di capitale abbiano successo e le banche di cui il fondo diventerà in parte proprietario tornino in salute, in modo da assicurare un guadagno all’operazione. Lo stesso discorso vale per i crediti deteriorati: la speranza è di acquistarli a un valore superiore a quello che al momento è disposto ad offrire il mercato, scommettendo sul fatto che con un po’ di pazienza sarà possibile ottenere dei guadagni anche dalla gestione di questi crediti difficili.

Ma se l’operazione dovesse fallire, la cattiva situazione finanziaria delle banche aiutate (il “contagio”, come lo hanno drammaticamente definito diversi esperti in questi giorni) si trasferirebbe al fondo e alle società che ci hanno investito – cioè le parti al momento più sane del sistema finanziario italiano. Nella migliore delle ipotesi, invece, l’operato del fondo Atlante contribuirà a generare un effetto tranquillizzante sui mercati. Visto che è partecipato dai principali operatori finanziari italiani, infatti, la sua operazione è una sorta di “messa in comune” dei rischi del sistema, un segnale che il mercato potrebbe percepire come indice che il settore bancario italiano è più solido di come è stato percepito in passato. Questo produrrebbe molti effetti positivi, rendendo ad esempio più allettanti per gli investitori gli aumenti di capitale che dovranno essere compiuti nei prossimi mesi.

 

ASSOCIAZIONE D.E.C.I.BA TREVISO | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

twitter: @decibatreviso | Tel. 0422 456003 – Cell. 349 9480562

 

Mercoledì, 27 Luglio 2016 07:32

Il contratto di cessione del quinto dello stipendio o della pensione è una della forme di finanziamento maggiormente praticate e conosciute in Italia. Come qualsiasi tipo di prestito, anche la cessione del quinto può essere estinta in anticipo rispetto alla scadenza naturale oppure rinnovata.

La finanziaria che ha erogato il prestito, dopo aver ricevuto la richiesta di estinzione anticipata o la notizia di interruzione del rapporto di lavoro, effettua un conteggio estintivo del finanziamento. Questo perché, nel calcolare l’importo esatto da versare per estinguere in anticipo il prestito, vi sono delle voci di costo addebitate anticipatamente al cliente che devono essere restituite. Ad esempio, dovrebbero essere restituiti il premio assicurativo per la vita residua del prestito, nonché parte delle commissioni bancarie e di intermediazione.

Teoricamente si tratta di un’operazione matematica non particolarmente complessa, eppure spesso, anzi molto spesso, gli intermediari errano nel fare i conteggi.

Sul punto, basti evidenziare che il Governatore della Banca d’Italia con Comunicazione del 10 novembre 2009 aveva già stigmatizzato la diffusa prassi seguita dagli intermediari “di indicare cumulativamente, nei contratti e nei fogli informativi, l’importo di generiche spese, non consentendo quindi una chiara individuazione degli oneri maturati e di quelli non maturati. Tale prassi comporta la difficoltà, e talvolta l’impossibilità, per il cliente di individuare quali oneri debbano essere rimborsati in caso di estinzione anticipata della cessione”.

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