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La banca deve 882.000 euro

La storia è una fra le tante, siamo alle solite, la ditta edile che per 20 anni ha sempre pagato tutto e lavorato onestamente si ritrova da un momento all'altro ad essere perseguitato dalla propria banca.
Si la stessa banca che fino a ieri "buon giorno dott. Rossi vuole un caffè"... come per magia diventati pure dottore anche se non hai mai avuto una laurea.
Poi inizi a non vendere più case, la banca non rilascia più mutui, la ditta rimane con 20 appartamenti invenduti e tutta una vita lavorativa va in fumo. Quell'amico della banca si trasforma nel nostro peggio nemico: "se non rientri ti mettiamo in sofferenza", "se non rientri ti facciamo fallire", "se non rientri ti pignoriamo tutto".

Ci ha affrontato questo delirio di onnipotenza sa perfettamente le frasi minatorie che solitamente usano, inizia la corsa a recuperare denaro dove si riesce. Parenti, svendita immobile, magari quei piccoli risparmi che abbiamo messo via per i figli, ma anche questo non basta.
Per caso Marco, il figlio di 14 anni, ha letto su Facebook la possibilità di controllare i conto correnti. Il padre, incredulo, inizia ad informarsi. Parole come anatocismo, usura, indeterminatezza, nullità, un mondo nuovo, lui costruiva case, nessuno gli ha mai parlato di controllare l'operato bancario.
Prende il telefono e chiama DECIBA, chiede come fare un controllo, gli viene illustrata la procedura e dopo qualche giorno arrivano i risultati .
Un controllo econometrico fatto da professionisti stabilisce se la banca ha commesso reati e illeciti. E' un conteggio che vi darà la possibilità di contestare la banca e richiedere secondo i termini di legge quanto vi dovrà restituire.
La situazione è cambiata completamente: prima la ditta doveva dare oltre 400 mila Euro alla banca, ora ne deve riavere indietro 882.000.

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